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Introduzione all’astronomia – parte 2

Introduzione all’astronomia – parte 2

I filtri. Perché usare un filtro astronomico?

Perché l’uso di un filtro può incrementare notevolmente la capacità dell’occhio umano di percepire piccoli dettagli, sia nell’osservazione del Sistema Solare che del cielo profondo (deep sky).
I filtri funzionano bloccando determinate lunghezze d’onda dello spettro visibile e facendo conseguentemente risaltare le altre. I filtri colorati dicono immediatamente quali parti dello spettro riflettono e quali trasmettono; i cosiddetti filtri nebulari e quelli per l’inquinamento luminoso sono molto selettivi, e trasmettono solo ristrettissime bande centrate su determinate lunghezze d’onda (per questi, è bene fare riferimento alle specifiche fornite per ciascun tipo dalla casa costruttrice).

* #8 Giallo chiaro (trasmissione 83%)
Usato per aumentare i dettagli delle strutture rosse e arancioni nelle bande di Giove. E’ utile anche per migliorare il contrasto dei mari di Marte, e la risoluzione dei dettagli dell’atmosfera di Urano e Nettuno nei telescopi con aperture superiori ai 10 pollici. E’ ottimo per far risaltare i dettagli della superficie lunare, in particolare con telescopi di meno di 8 pollici.
* #11 Giallo-Verde (trasmissione 78%)
Ottimo per evidenziare le caratteristiche superficiali di Giove, e, in parte, di Saturno. Scurisce i mari di Marte e può anche migliorare i dettagli di Urano e Nettuno (sempre con telescopi dai 10 pollici in su).
* #12 Giallo (trasmissione 74%)
Esalta le regioni di Giove di color rosso e arancione, bloccando contemporaneamente le lunghezze d’onda nel blu e nel verde. Evidenzia i dettagli rossi e arancioni di Marte, e blocca il blu e il verde incrementando il contrasto tra di essi. Molto buono anche per i dettagli lunari, con telescopi dai 6 pollici in su.
* #15 Giallo intenso (trasmissione 67%)
Viene comunemente usato per mettere in evidenza le caratteristiche superficiali di Marte e le calotte polari. Può essere utile per evidenziare le bande e i festoni nell’atmosfera di Giove e Saturno, e per l’osservazione dei dettagli a basso contrasto delle nubi di Venere. Da provare per le osservazioni lunari, permette di incrementare il contrasto.
* #21 Arancione (trasmissione 46%)
Riduce la trasmissione delle lunghezze d’onda blu e verde, incrementando così il contrasto tra queste aree e quelle rosso-arancioni. Questa caratteristica lo rende straordinario per l’osservazione di Marte: i confini tra le zone blu-verdi e rosso-arancioni vengono così evidenziati.
Si comporta come il #15, insomma, ma permette di ottenere un po’ più di contrasto.
* #23A Rosso chiaro (trasmissione 25%)
Altro ottimo filtro per Marte, Giove e Saturno, ma a causa della bassa trasmissione probabilmente non dovrebbe essere usato con telescopi sotto i sei pollici di apertura. Ha molte delle caratteristiche del #15 e del #21, ma con maggiore contrasto di entrambi. E’ molto adatto all’osservazione diurna di Venere e Mercurio, proprio perché accentua il contrasto tra i pianeti e il luminoso fondo cielo blu.
* #25A Rosso (trasmissione 14%)
Blocca drasticamente la trasmissione nel blu e nel verde, fornendo forti contrasti tra le formazioni nuvolose e i dettagli più chiari dell’atmosfera di Giove. E’ molto utile anche per la definizione dei mari e delle calotte polari di Marte.
* #38A Blu scuro (trasmissione 17%)
E’ ottimo per l’osservazione di Giove, dato che blocca fortemente le lunghezze d’onda del rosso e dell’arancione delle bande e della Grande Macchia Rossa, incrementando il contrasto. E’ molto utile per mettere in risalto i fenomeni superficiali di Marte, come le tempeste di polvere, e aumenta il contrasto degli anelli di Saturno. A causa della sua bassa trasmissione si presta anche all’osservazione di Venere, dove permette di contrastare i sottili dettagli della copertura nuvolosa.
* #47 Violetto (trasmissione 3%)
Blocca drasticamente le lunghezze d’onda nel rosso, giallo e verde. E’ adatto per far risaltare le calotte polari di Marte, ma soprattutto è il filtro da scegliere per l’osservazione di Venere, data la sua bassa trasmissione e la sua capacità di esaltare i dettagli dell’atmosfera superiore del pianeta. E’ ottimo per esaltare dettagli lunari.
* #56 Verde chiaro (trasmissione 24%)
Questo filtro è molto buono per l’osservazione delle calotte polari di Marte e delle tempeste di polvere sulla superficie del pianeta. Aumenta anche il contrasto tra le regioni rosse e blu nell’atmosfera e nelle bande di nubi di Giove. Anch’esso si presta molto bene all’osservazione lunare.
* #58 Verde (trasmissione 24%)
Assorbe fortemente le lunghezze d’onda rosse e blu, e incrementa il loro contrasto con le parti più luminose della superficie di Giove.
E’ utile per esaltare le bande nuvolose e le regioni polari di Saturno. E’ ottimo invece nell’incrementare il contrasto delle calotte polari marziane. Sempre in ragione della sua bassa trasmissione non dovrebbe essere usato con telescopi di meno di otto pollici.
* #80A Blu (trasmissione 30%)
E’ opinione comune che sia il migliore per lo studio dei dettagli su Giove e Saturno; aumenta infatti il contrasto di striature e festoni nelle bande gioviane, così come i dettagli della Grande Macchia Rossa. Stesso discorso per le bande equatoriali e i particolari delle zone polari di Saturno. E’ utile anche nell’osservazione della Luna.
* #82A Blu tenue (trasmissione 73%)
Anche questo filtro è molto utilizzato dagli astrofili per la sua utilità su Giove, Marte, Saturno e la Luna. Il suo colore blu pallido esalta le aree a basso contrasto evitando allo stesso tempo significative riduzioni della luminosità complessiva.
* ND96 Neutro (densità 0,9, trasmissione 13%)
Il filtro neutro trasmette la luce uniformemente su tutto lo spettro visibile, quindi è eccellente per ridurre l’abbagliamento, in particolare nell’osservazione della Luna con telescopi dai quattro pollici di apertura in su.

Puntamento con i cerchi graduati.

Tale metodo presuppone il preciso allineamento della montatura equatoriale dello strumento con il Polo Nord Celeste, ottenuta puntando con la massima precisione possibile l’asse polare della montatura verso la
Stella Polare.
a) Consultando un Atlante e un Catalogo Stellare si cerca il valore delle coordinate (Ascensione Retta e Declinazione) di una stella visibile e facilmente riconoscibile. Per esempio, supponendo di operare in una serata estiva, potremmo scegliere la luminosa
stella Vega, alfa della Lira; il catalogo stellare ci informa che le sue coordinate sono: Ascensione Retta 18 h 35m e Declinazione +38°44′.
b) Puntate Vega con il telescopio, centratela
nel campo dell’oculare e leggete i valori delle coordinate riportati dai cerchi graduati della montatura. Sul cerchio di Declinazione leggerete il valore di 38°, mentre sul cerchio di A.R. leggerete un altro valore (che per ora non ha importanza).
Prendete tra le dita il cerchio di A.R. e ruotatelo
portandolo al valore di 18 ore e 35 minuti.
Così facendo avete”agganciato” il sistema di coordinate del telescopio con quello del cielo di quel particolare istante.
c) Supponiamo ora di volere puntare la Nebulosa M57, sempre nella costellazione della Lira, ma invisibile sia ad occhio nudo che nel cercatore. Consultando il catalogo Celeste, leggerete che le sue coordinate sono: AR=18h53m, Decl.=33°01′. Liberate i movimenti del telescopio e ruotatelo fino a
leggere sui cerchi graduati i valori delle coordinate di M57. Bloccate i movimenti e guardate nel telescopio (munito di oculare a basso ingrandimento); dovreste avere la piccola nebulosa nel campo!
d) Se non vedete nulla, provate inizialmente ad agire sui moti micrometrici, perché l’oggetto potrebbe trovarsi proprio ai bordi del campo inquadrato o leggermente fuori. Se anche in questo modo non trovate l’oggetto vuole dire che avete compiuto qualche errore nei passi precedenti, oppure che avete fatto passare troppo tempo tra
l’operazione di taratura del cerchio di A.R. e il puntamento dell’oggetto e nel frattempo la rotazione terrestre ha spostato il sistema di coordinate in modo sensibile. Per evitare questo inconveniente è sufficiente montare il motore di inseguimento siderale (opzionale).