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Osservare le meteore

Osservare le meteore

Introduzione.

L’osservazione delle meteore offre una eccellente possibilità di conoscere il cielo e di imparare ad orientarsi con facilità tra le costellazioni del firmamento. Non è richiesto alcun equipaggiamento particolare, ma solo molto entusiasmo e soprattutto tanta pazienza.

Ogni serata dell’anno è adatta per questo tipo di occupazione, purché non sia presente il chiarore lunare e siano osservabili stelle di quinta magnitudine nel campo di osservazione, ovviamente esistono periodi dell’anno in cui le stelle cadenti sono maggiormente visibili, perché c’è una concentrazione maggiore di sciami meteorici. Discorso a parte per le meteore cosiddette sporadiche che possono accendersi in cielo in ogni momento.

E’ utile scegliere una postazione aperta cioè priva di ostacoli che precludono l’orizzonte, in modo da avere la maggior parte dell’orizzonte libero e soprattutto non contaminato da luci provenienti da località limitrofe che causano solo inquinamento luminoso.
Bisogna assumere possibilmente una posizione quasi del tutto distesa, così da stare inclinati con un angolo superiore o uguale a 45° rispetto alla visuale dell’orizzonte, e soprattutto comoda, tale da non stancarsi presto e ottenere così una buona e prolungata concentrazione. Continua a leggere Osservare le meteore

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Una notte dal cielo luminoso

Una notte dal cielo luminoso

Durante la notte tra il 17 e il 18 novembre 1999, come avevo pre-annunciato, si è verificato un evento grandioso, di rara bellezza, nonostante le previsioni meteorologiche sfavorevoli. Infatti, esattamente tra le 00:00 e le 03:00 del 18/11, dal giardino di casa mia, io ed un mio compagno di classe Giovanni Pagliuca, abbiamo potuto assistere alla caduta di circa mezzo migliaio di meteore (stelle cadenti), perché il cielo è stato miracolosamente sgombro da nuvole. All’inizio è facile: “Eccone una!” la disegno su una cartina prestampata, “Eccone un’altra!” disegno anche questa, poiché ho il compito di annotare graficamente tutte le meteore osservate visualmente, ma, mentre sono con gli occhi bassi, ecco Giovanni esclamare: “Mario, ne ho viste tre consecutive, vicine e bellissime verso Orione!!!”, “Le ho perse!”. Il tasso incomincia ad essere sostenuto, e le operazioni diventano più frenetiche. Sono le 02:00 e non si contano più le esclamazioni di stupore, sorpresa, meraviglia ed emozione, alla vista di meteore luminosissime (davvero tante!): “Oddio, cos’ho visto ora! oddio, eccone subito un altra, ancora più bella!” Le cartine, una dopo l’altra, si riempiono subito di decine di meteore; già una cinquantina in poco tempo. Sono le 02:30 circa: arriva il caos, il panico, si perde il lume della ragione; se prima si potevano tranquillamente segnare tutte (o quasi) le scie osservate, ora è praticamente impossibile: tre ‘bolidi’ favolosi consecutivi, nella stessa zona di cielo! Passano i minuti, siamo confusi, spaesati, emozionati; abbandono le cartine, per affidarmi alla ripresa fotografica, che però, pur usando una 28mm (grandangolo), restringe troppo il campo, quindi ci affidiamo alla dea Fortuna; puntiamo il Cane Maggiore (dove erano appena apparsi i tre bolidi consecutivi suddetti, ma passano delle nuvole), il Leone (ne contiamo tante, ma sono di piccola estensione) ed infine l’Orsa Maggiore o Grande Carro: mancano pochi minuti alle 03:00 e il cielo ci dà il “colpo di grazia”, perché ormai siamo nel culmine: sotto la coda dell’Orsa Maggiore (mentre stiamo fotografando) passano, in un minuto, decine di meteore luminosissime e di colore verde smeraldo: “Mi viene da piangere!”, tanta è l’emozione, e succede il finimondo: lampi blu e bolidi colorati, velocissimi e con scie persistenti per qualche secondo, a tutto spiano; uno, poi, tra le nuvole, nel Leone, alla fine del suo tragitto, scoppia dando luogo ad un flash luminoso.

Mario Esposito, 2°C Liceo Ginnasio “Turriziani” – FR

Articolo pubblicato su La Provincia di SABATO 27 NOVEMBRE 1999 Pag.10

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Arriva lo sciame meteorico

Arriva lo sciame meteorico

Migliaia di scie luminose solcheranno il cielo

L’evento astronomico dell’anno, forse anche più della tanto pubblicizzata eclisse solare dello scorso 11 agosto, potrebbe senza dubbio rivelarsi il massimo dello sciame meteorico delle Leonidi di questo 18 novembre. E’ probabile che vi ricordiate della grande beffa dello scorso novembre, quando, per giorni, i telegiornali nazionali annunciarono che gli astronomi prevedevano, per la notte tra il 17 e il 18 del mese, una intensissima pioggia meteorica. In realtà non fu così solo per un “piccolo” particolare: la caduta delle stelle cadenti, peraltro neanche grande come previsto, avvenne la notte precedente, cioè quella tra il 16 e il 17, sedici ore prima del previsto e, comunque, puntuale picco. Ed ecco, tutti accanirsi contro gli astronomi, rei di aver “sbagliato i calcoli”; ma, c’è da pensare che questi sono fenomeni non calcolabili e prevedibili al 100%, poiché dipende tutto dalla effettiva quantità di detriti e polveri, che la Terra incontra nella sua orbita intorno al Sole, e che provocano le scie luminose, che siamo soliti vedere attraversare il cielo. Le Leonidi, che sembrano provenire dall’omonima costellazione del Leone, sono prodotte dai resti della cometa progenitrice 55P/Tempel-Tuttle, che passa al perielio (il punto dell’orbita più vicino al Sole) ogni 33 anni e tre mesi, sono famose per aver regalato all’uomo uno degli spettacoli più stupefacenti della natura: la sera del 17 novembre 1966 le frequenze stimate arrivarono fino a 1000 meteore al minuto! Una vera e propria tempesta! Per quest’anno le attese sono molto minori, ma fanno ben sperare noi Europei, perché il picco, è d’obbligo il condizionale, dovrebbe esserci tra le 03h00 e le 03h30 locali del 18, quando la costellazione del Leone sarà già abbastanza alta sull’orizzonte orientale. E’ vero che siamo a metà della settimana e che, il giorno dopo, ci attendono scuola e lavoro, ma è un’occasione assolutamente da non perdere. Ma, allora, cosa succederà? Ci attendiamo tutti almeno una ventina di meteore al minuto, il che non è certamente lo show del ’66 ma, comunque, non ci dispiace. Non so se vi sia mai capitato di vedere sfrecciare in cielo una stella cadente, soprattutto in estate attorno al 12 agosto, quando ci sono le Perseidi, le “Lacrime” di San Lorenzo, secondo la tradizione popolare; ora potreste contare più meteore in pochi minuti, di quante ne abbiate mai viste in tutta la vostra vita: immaginate scie velocissime e luminose, di colorazione varia, che si accendono e si spengono in cielo, talvolta lasciando tracce persistenti per decine di secondi, bolidi (meteore che possono illuminare a giorno il suolo, come la Luna Piena); forse, emozionati e infreddoliti, non saprete dove guardare, per seguirle tutte. Infine, speriamo nella clemenza del signor Tempo Meteorologico, che troppe volte è stato dispettoso e antipatico, con noi ammiratori del cielo.

Mario Esposito, studente del Liceo Ginnasio “Turriziani” FR 2° C, appassionato di Astronomia

La Provincia di MERCOLEDI 18 NOVEMBRE 1999 Pag. 7