Atlantide tra mito e realtà
Il fatto che Platone sia stato il primo a parlare di Atlantide, ha dato alla storia molto credito. Platone è il padre della filosofia occidentale; il suo pensiero è alla base della nostra civiltà ed è per questo che la storia di Atlantide è più accettabile, perché è arrivata a noi tramite i suoi scritti e non quelli di qualcun’altro.
Platone scrisse di Atlantide solo negli ultimi anni della sua vita, ma la storia l’aveva ascoltata in gioventù, durante una cena, un resoconto che se veritiero egli deve aver in qualche modo udito di nascosto. Il Convivio, ospitato dallo zio di Platone, era una tradizionale occasione di incontro del tempo, in cui facoltosi e colti uomini greci si incontravano, mangiavano, bevevano, discutevano. Il grande maestro di Platone, Socrate era sempre presente,e forse il giovane discepolo si inserì di soppiatto tra i convitati, approfittando del suo mentore e ascoltò quello che gli uomini stavano dicendo.
La leggenda di Atlantide, egli apprese, era già vecchia di generazioni, tramandata da Solone, famoso saggio e legislatore greco, vissuto nel sec a.C. che a sua volta l’aveva ascoltata in Egitto. Continua a leggere Atlantide tra mito e realtà
La grande stele antropomorfa n. 30, rinvenuta nell’area megalitica di Aosta, rappresenta la Costellazione di Orione: infatti, il contorno del personaggio raffigurato e la posizione dei suoi principali attributi coincidono in maniera quasi perfetta con le principali stelle di quel gruppo. In particolare, il profilo a T è segnato da Betelgeuse e da Bellatrix, la cintura di Orione (formata da Alnitak, Alnilam e Mintaka) si viene a trovare sulla corda dell’arco, mentre altre stelle meno luminose contornano l’arco. La spada di Orione è in perfetta coincidenza con le dita del personaggio e Rigel si trova in corrispondenza del pugnale a sinistra. Inoltre, un gran numero di altre stelle brillanti viene a coincidere con punti salienti della stele, quali le braccia, i gomiti e la borsa semicircolare. Bisogna a questo punto ricordare, a conferma della nostra interpretazione, che un precedente studio astronomico, effettuato nell’area megalitica, aveva mostrato come la stele in questione fosse stata eretta in modo da risultare rivolta verso il punto in cui sorgeva Orione, e in particolare verso la brillante Betelgeuse. 
