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Introduzione all’astronomia – parte 2

Introduzione all’astronomia – parte 2

I filtri. Perché usare un filtro astronomico?

Perché l’uso di un filtro può incrementare notevolmente la capacità dell’occhio umano di percepire piccoli dettagli, sia nell’osservazione del Sistema Solare che del cielo profondo (deep sky).
I filtri funzionano bloccando determinate lunghezze d’onda dello spettro visibile e facendo conseguentemente risaltare le altre. I filtri colorati dicono immediatamente quali parti dello spettro riflettono e quali trasmettono; i cosiddetti filtri nebulari e quelli per l’inquinamento luminoso sono molto selettivi, e trasmettono solo ristrettissime bande centrate su determinate lunghezze d’onda (per questi, è bene fare riferimento alle specifiche fornite per ciascun tipo dalla casa costruttrice).

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Introduzione all’astronomia – parte 1

Stellarium

Introduzione all’astronomia – parte 1

Consigli pratici per iniziare con l’astronomia.

Chi si avvicina per la prima volta all’astronomia non può pretendere di iniziare subito ad usare un telescopio, per giunta di grande diametro, perché non saprebbe dove puntarlo, ovviamente esistono attualmente anche telescopi amatoriali a puntamento automatico. Il mio consiglio è quello di cominciare ad osservare il cielo senza strumenti, cioè ad occhio nudo, magari con l’ausilio di mappe stellari o di un astrolabio. Bisogna procurarsi delle mappe stellari, raffiguranti le costellazioni (se ne trovano a volte nelle tavole colorate di dizionari, vocabolari ed atlanti, o in alcune riviste scientifiche, altrimenti si possono comprare in cartolibreria, oppure potete richiederci gratuitamente le mappe stellari che volete) per imparare a riconoscere la forma delle costellazioni visibili dal nostro emisfero e i nomi delle stelle che le compongono (ciò sarà estremamente utile sia per puntare un oggetto, ammasso, nebulosa, galassia, con la tecnica dello star-hopping, cioè saltando da una stella all’altra, senza inserire le coordinate dello stesso, sia per usare le stesse come punti di riferimento dovendo dare delle indicazioni. Basti pensare che l’eventuale e straordinaria visione di un bolide è istantanea e un bravo osservatore dovrà sapere orientarsi bene nel cielo al fine di dare le esatte coordinate del punto d’inizio e di fine del percorso e di segnalare tutto alla Sezione Meteore dell’UAI.Insomma bisogna familiarizzare con le costellazioni se abbiamo seriamente intenzione di approfondire questa materia. Generalmente non mi sento di consigliare l’utilizzo da parte del neofita di un primo telescopio che abbia già un sistema di puntamento automatico. Usandone uno infatti non ci si potrebbe allenare a conoscere il cielo.

Se è vero che sbagliando si impara, usando un computer che ti punta automaticamente Giove, M13 o M4, non ci sarebbe più il vantaggio di imparare dai propri errori. Il mio appello quindi è quello di poter usufruire di uno strumento, anche semplice, di piccolo diametro, perché vi posso assicurare che è grande la soddisfazione quando si riesce a puntare un piccolo ammasso, disperso tra le stelle, dopo averlo cercato tra uno sguardo alla cartina e uno all’oculare.

Io credo che un telescopio computerizzato competa solo a chi ha già una certa esperienza con i telescopi e con il cielo. Le nuove tecnologie tuttavia sono molto utili agli astrofili, anche alle prime armi. Esistono infatti molti programmi elettronici per PC, che consentono di simulare l’aspetto del cielo, secondo una certa data e in un certo luogo. Questi programmi, di cui ci occuperemo successivamente in un’apposita sezione, permettono anche di stampare mappe stellari che così possono utilmente essere usate “sul campo”.

L’osservazione al telescopio va preparata prima, con calma. Se si deve trasportare lo strumento da un ambiente interno caldo verso l’esterno, soprattutto nelle stagioni fredde, lo sbalzo di temperatura potrebbe impedire di utilizzarlo per diversi minuti (anche 30 o più) nei quali è necessario un adattamento. Durante questo periodo sarà bene che prepariate tutto l’occorrente per le osservazioni (accessori, taccuino, matite, oculari, filtri) e allo stazionamento del telescopio. Anche i nostri occhi hanno bisogno di adattarsi alle condizioni di buio e sono necessari circa 15 minuti. Così, per scrivere o consultare una mappa, sarà bene munirsi di una luce rossa (andrà benissimo una torcia tascabile provvista di una plastica trasparente di colore rosso, tipo quella che avvolge le caramelle, posta davanti). La luce rossa infatti ha poco effetto sulla desensibilizzazione dell’occhio. La luce rossa è anche usata dai fotografi che sviluppano i rullini nei laboratori fotografici, per non rovinare gli stessi dopo esposizione alla luce “bianca”.

Un altro consiglio, certamente da non sottovalutare, è quello di leggere quante più cose possibile sull’astronomia, solo così si può veramente imparare. Comprate almeno una rivista mensile di astronomia (ne esistono diverse italiane, per non parlare di quelle in lingua inglese) affinché possiate essere sempre aggiornati sui fenomeni principali e gli eventi del mese in corso, oltre che sull’uscita di nuovi modelli, la spiegazione di tecniche d’osservazione ecc. Se avete la possibilità di utilizzare spesso internet, potete aderire alle più importanti ML (Mailing List) in cui i partecipanti si scambiano messaggi tramite email oppure potete partecipare alle attività di forum specializzati come trekportal.it/coelestis oppure forum.astrofili.org.
Ma in fin dei conti è bello condividere la propria passione anche con altri, per questo vi consiglio di contattare l’associazione di astrofili più vicina a casa vostra, in modo tale da poter partecipare ad eventi e manifestazioni, oltre che naturalmente ad osservazioni di gruppo organizzate periodicamente per scambiarsi quante più notizie ed esperienze possibile, ecco l’elenco delle Associazioni astronomiche della Regione Lazio.

Cose da evitare nella pratica:

  • L’osservazione dalla finestra –> a causa delle correnti d’aria, per la differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno o per la presenza di termosifoni;
  • L’osservazione di stelle prossime, nella visuale, alle sommità calde dei tetti –> a causa dei moti ascenzionali di aria calda, per il riscaldamento;
  • L’osservazione di stelle basse sull’orizzonte –> a causa della turbolenza atmosferica;
  • L’osservazione durante le notti di Luna Piena –> il suo chiarore che si estende fino all’orizzonte nasconde numerosi oggetti di debole luminosità;
  • L’osservazione nelle vicinanze di alberi di pini o similari, per non rovinare la superficie delle lenti o degli specchi con la resina;
  • Toccare con le dita la superficie delle ottiche e degli oculari;
  • Durante l’osservazione, i riflessi di luce dell’oculare causati da sorgenti esterne quali lampioni, automobili.

I software astronomici da installare nel proprio pc.

Consigliamo a tutti coloro che si avvicinano per la prima volta all’astronomia, di scaricare e installare gratuitamente due splendidi software astronomici, detti Planetari, perché consentono di visualizzare sullo schermo il cielo sopra le nostre teste, ad ogni momento dell’anno e ad ogni ora.
I nostri planetari preferiti sono senz’altro:
1) Stellarium 0.11.4 (http://www.stellarium.org/it/) Stellarium è un planetario gratuito Open Source per il vostro computer. Mostra un cielo realistico in 3D proprio come si vedrebbe a occhio nudo, con un binocolo o un telescopio.
Stellarium

Stellarium2) Cartes du Ciel (Sky Charts) V3, visita il sito: http://www.ap-i.net/skychart/

Cartes du Ciel
3) In alternativa, è disponibile anche la versione precedente (stabile) di Cartes du Ciel, cioè la 2.76, scaricabile da qui: http://www.stargazing.net/astropc/download.html

SkyChart 2.76A tal proposito consiglio di leggere l’interessante articolo Osservare il cielo con Cartes du Ciel.

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Fotografia Digitale

La fotografia digitale. Negli ultimi anni c’è stata una continua e frenetica evoluzione nel settore della tecnologia, e la fotografia digitale ora non è più esclusiva di pochi, ma un fenomeno oserei dire di massa. La fotografia digitale infatti sostituirà ben presto quella tradizionale, che si porta dietro i suoi limiti da anni e non riesce a stare più al passo con i tempi.

I vantaggi della fotografia digitale. Grazie alla fotografia digitale puoi rendere ancora più creativo il tuo computer, troppo spesso utilizzato passivamente, sfruttando le sue potenzialità con risultati straordinari in termini di qualità e versatilità. Con un semplice click puoi trasferire una foto al computer per poterla vedere, correggere e migliorare eliminando i difetti, archiviarla con dei commenti in un album di foto personalizzato, o stamparla con il formato e il tipo di carta preferiti, pubblicarla su Internet o ancora spedirla per e-mail ad un amico o al proprio capo. Il vantaggio economico si avverte fin da subito, naturalmente dopo aver ammortizzato la spesa per l’acquisto della fotocamera. Si evita infatti l’acquisto di pellicole, il costo e le attese di sviluppo di stampa oltre che i cassetti pieni di negativi e foto ormai sciupati e dimenticati.

Grande vantaggio poi di una fotocamera digitale rispetto ad una tradizionale è la possibilità di vedere immediatamente la foto appena scattata, sul monitor a cristalli liquidi, accessorio presente ormai su tutti i modelli, e se questa non è venuta come si desidera, eliminarla per poterla scattare nuovamente e non perdere così un momento importante della propria vita come succede spesso con una normale macchina fotografica. E’ anche possibile rivedere immediatamente le foto su un qualsiasi televisore dotato di video input (di colore giallo) collegando direttamente la fotocamera all’apparecchio video tramite un semplice cavo. Questi sono soltanto alcuni dei vantaggi del mondo della fotografia digitale…

Computer e digicam. Binomio inscindibile. L’uso della macchina fotografica digitale implica quello di un computer adeguato per il trattamento delle immagini. Certo ci si potrebbe accontentare di guardare le foto scattate con la digitale sul piccolo schermo della fotocamera, ma a parte il grande consumo di pile, sarebbe veramente ben poca cosa dopo aver speso cifre anche considerevoli. D’altronde se le macchine fotografiche digitali stanno prendendo sempre più piede (ma meno velocemente di quanto ci si sarebbe potuto aspettare) è soprattutto perché esse sono legate strettamente alla diffusione dei computer. Se si compra una fotocamera digitale, qualsiasi essa sia, avere il computer quindi è indispensabile. Il fatto è che spesso sono proprio i computer a riservare amare sorprese nel trattamento delle immagini. Anzitutto è necessario avere un buon programma per la visione e la gestione delle fotografie digitali ma non: bisogna anche saperlo usare bene e soprattutto possedere un computer di sufficiente capacità fisica di memoria (Hard Disk da almeno 15-20 GB) e una RAM di almeno 128 MB. Di programmi adatti ce ne sono molti, più o meno facili e razionali. Personalmente utilizzo Paint Shop Pro 7.04 per il trattamento delle immagini e AcdSee 3.1 per la visualizzazione delle stesse.

Fotocamere digitali per l’astronomia. La rivoluzione digitale che ha cambiato la fotografia, non poteva non riguardare anche il mondo degli astrofili. Da tempo le camere CCD vengono usate appositamente per riprendere galassie, pianeti ecc., ma negli ultimi anni sta aumentando il numero di coloro che collegano la loro digicam al telescopio. Le caratteristiche indispensabili che deve avere una digicam per eseguire riprese astronomiche sono:

  • Possibilità  di messa a fuoco manuale o almeno da impostare su infinito
  • Possibilità  di impostare l’apertura di diaframma manualmente
  • Possibilità  di escludere il flash nelle riprese notturne
  • Possibilità  di impostare manualmente il tempo di esposizione
  • Lettura SPOT, la lettura esposimetrica della porzione centrale dell’inquadratura (ciò è molto utile per la ripresa di Luna e pianeti)
  • Presenza di attacco filettato sulla parte anteriore dell’obiettivo o la disponibilità di un adattatore che possa esser avvitato ad uno dei raccordi per la proiezione afocale (ciò è evidentemente indispensabile per fissare la fotocamera al telescopio, tuttavia esistono metodi alternativi per cui si rende possibile il collegamento dei suddetti anche senza filettatura)
  • Autoscatto (utile per evitare dannose vibrazioni che danneggerebbero l’immagine) o il controllo remoto del pulsante di scatto
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Astrofotografia

Astrofotografia

Introduzione.

E’ difficile che un appassionato di fotografia non abbia mai puntato l’obiettivo verso il cielo stellato. Chiunque può fotografare le stelle a patto che l’apparecchio sia provvisto di posizione B per l’otturatore, affinché l’otturatore rimanga aperto per il tempo necessario a poter riprendere i soggetti scelti. Ciò è molto importante poiché la maggior parte delle fotografie notturne richiede tempi di posa nell’ordine di diversi secondi e spesso di parecchi minuti. Per far sì che il pulsante rimanga premuto si usa un cosiddetto “scatto flessibile” con un sistema di bloccaggio a vite, o similare. Questo anche per evitare ogni minima vibrazione che quasi sempre può rovinare le foto; infatti il corpo macchina deve restare il più possibile fermo, senza vibrazione alcuna, pena un mosso evidente. Quasi tutti i nuovi apparecchi attualmente in commercio hanno lo svantaggio di avere gli otturatori funzionanti a batterie. Il rischio è che a causa del freddo notturno esse possano consumarsi in fretta e venire meno proprio durante una lunga posa. Molti astrofotografi preferiscono affidarsi a strumenti fotografici di tipo reflex 35 mm, manuali e meccaniche, le quali consentono di cambiare liberamente gli obiettivi fotografici e quindi il campo ripreso, impostando l’apertura del diaframma e la posa a proprio piacimento. Macchine del genere che più si adattano alle esigenze astronomiche sono, tra le altre, la Yashica FX-3 Super 2000 (reflex analogica a pellicola) o la CANON Eos 450D (reflex digitale), entrambe possedute dal sottoscritto.

Altro fattore fondamentale per la fotografia astronomica è l’utilizzo di un treppiede fotografico, per non tenere in mano il corpo macchina. E’ anche indispensabile operare sempre sotto cieli scuri, lontani cioè dai bagliori delle città  e dal loro fastidioso inquinamento luminoso. Le immagini ravvicinate di Luna, Sole e pianeti, oppure di una nebulosa, richiedono una ripresa attraverso il telescopio. Per tutte le altre invece bastano obiettivi standard o “lunghi” (teleobiettivi). Solitamente quelli con lunghezze focali fisse sono di qualità migliore e più “luminosi”, cioè più “aperti”, questo a causa di un minor numero di lenti all’interno, rispetto ad un obiettivo zoom, che quindi è da sconsigliare.

Un astrofotografo dovrebbe possedere almeno 3 obiettivi fissi:

  1. con un ampio campo (wide-angle) cioè con una lunghezza focale compresa tra 24 e 35 mm;
  2. con un campo “normale”, focale intorno a 50-55 mm;
  3. un piccolo teleobiettivo (tra 85 e 200 mm di focale).

Scegliere sempre obiettivi rapidi, con un rapporto focale massimo di f/2 o f/2,8.

Argomento pellicole per uso astronomico.

La velocità  di una pellicola (indicata dal suo valore di ISO) ci dice quanto velocemente essa reagisce alla luce. Le pellicole più rapide consentono tempi di posa più brevi, anche se purtroppo tendono a produrre immagini con grana più grossa. Le immagini più luminose, che riprendono per esempio paesaggi crepuscolari, oppure soggetti brillanti come Luna e Sole riescono meglio su pellicole a grana fine con un valore ISO da 50 a 100. L’esperienza personale mi ha portato a scegliere la serie SUPERIA della Fuji (400 e 800 ISO) che ho potuto apprezzare per gli ottimi colori e una buona grana.

Come diventare astrofotografo.

Cosa fotografare.

I seguenti argomenti saranno approfonditamente trattati al più presto.

Costellazioni.

Non molti sanno che bastano circa 30 secondi di posa per poter riprendere agevolmente le figure delle costellazioni, prima che il moto delle stelle cominci ad essere visibile, il che renderebbe le stesse non più puntiformi.

Scie stellari (star-trails).

Si tratta di riprendere il moto delle stelle, magari affiancandolo ad un paesaggio o ad un soggetto in primo piano. Le pellicole più usate per questo genere di riprese vanno da una sensibilità  di 100 ISO fino a 400 ISO. I tempi di posa spaziano da un minimo di 5 minuti ad un massimo di 30 minuti, con un’apertura di f/4. Molto dipende dalla luminosità  del cielo: se è chiaro (presenza di inquinamento luminoso, luce della Luna o crepuscolo) non è consigliabile allungare troppo i tempi di ripresa; se si opera invece sotto cieli più scuri (ad esempio in montagna) ci si può spingere a tempi lunghi. Con un’apertura di f/8 la ripresa può durare anche tutta la notte. Tale possibilità  è da tener in considerazione, ad esempio, in autunno se si è intenzionati a riprendere il circolo delle stelle intorno alla Stella Polare, dato che questo è il periodo dell’anno più indicato.

Immagini al chiaro di Luna.

Per l’astrofilo comune la Luna Piena è sinonimo di “ostacolo” per l’osservazione del cielo profondo (deep-sky) che vede protagoniste galassie, nebulose e ammassi stellari ecc. Tuttavia la Luna, illuminando quasi a giorno, può dar vita a spettacolari panorami. Tempi di posa di 40 secondi e apertura f/2.8, con pellicole da 400 ISO ci permetteranno di documentare un simile magico paesaggio.

Scene al crepuscolo.

Il Sole è appena tramontato, pian piano le tenebre prenderanno il posto della luce del giorno. In tale lasso di tempo, mentre è in atto il crepuscolo serale possono essere scattate fotografie memorabili, mescolando la luce del crepuscolo, eventuali nuvole ed altri elementi come alberi o monumenti e perché no anche stelle e pianeti.

Aurore polari.

Il fenomeno delle aurore polari è estremamente famoso ma altrettanto raro da vedere alle nostre latitudini. Esse sono visibili in determinati periodi dell’anno soprattutto nelle regioni del nord Europa.

Meteore.

Satelliti artificiali.

 

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La tempesta perfetta

Frosinone (FR), 3 settembre 2005 – Il mio programma della serata era andare all’Osservatorio di CampoCatino per effettuare delle riprese del Pianeta Marte, essendo da poco entrato in possesso di un filtro IR/UV cut della tedesca Baader. Avrei voluto allenarmi in modo da non arrivare impreparato all’appuntamento con l’opposizione di Marte dei prossimi mesi. Questo sarà  il mio primo Marte ripreso con la Webcam, nel 2003 avevo tentato senza tanta fortuna con la Digicam (senza raccordo o tele-extender).

In questi ultimi giorni, le condizioni meteo sono state un pò varie: mattina serena e calda, pomeriggio (conseguenza della grande umidità) con formazione di temporali e rovesci, sera variabile. Stamane le temperature erano molto alte e per il pomeriggio le previsioni davano temporali sulla Ciociaria. E così è stato …e anche di più. Il temporale ha cominciato a formarsi verso le ore 18:00 e gli ultimi tuoni li ho avvertiti verso le 22:00.. l’evento però è stato speciale oltre ogni previsione perché verso le ore 21:20 su Frosinone c’era solo una delicata pioggia e ciò mi ha consentito di godere dell’autentico spettacolo che si stava tenendo in ogni direzione la vista consentiva, intorno alla mia postazione.

Sono rimasto a bocca aperta per tutto il tempo, notando che i fulmini visibili sull’orizzonte si susseguivano al ritmo di 1 ogni 2-3 secondi; a volte i fulmini raggiungevano dimensioni notevoli e si sviluppavano tra nubi diverse oltre ad avere origini multiple che percorrevano tutto il cielo… uno spettacolo mozzafiato. Tuttavia, col passare del tempo, è cresciuto in me il rammarico dato che ormai sono 2 mesi che la mia Olympus C-4000Z è fuori uso, presentando un errore durante la lettura della memory card e di fatto non mi ha consentito di effettuare foto (i 2 temporali ripresi precedentemente con la digicam in cui ho catturato meno di 10 fulmini in mezz’ora non sarebbero stati niente in confronto a questo); potenzialmente avrei potuto catturare un fulmine, grande e luminoso, con tempi di posa nell’ordine di pochi secondi per complessivi. Ho pensato anche di usare la Yashica, la mia fotocamera meccanica tradizionale, tuttavia c’era l’incognita di non poter vedere subito il risultato, infatti temevo che il chiarore del fondo cielo (dovuto a continui fulmini che si sviluppavano in tutte le direzioni) avrebbe saturato presto il fotogramma se non avessi scelto oculatamente il diaframma corretto.

In conclusione rimane l’amarezza di aver perso la grossa opportunità è di documentare fotograficamente un evento che ha dell’incredibile e che solo un’altra volta nella mia vita ho avuto occasione di seguire (poco meno di 3 anni fa).

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Cometa Machholz C/2004 Q2

Cometa Machholz fotografata da Paolo Laquale vicino le Plejades. 8 gennaio 2005.

Cometa Machholz fotografata da Paolo Laquale vicino le Plejades. 8 gennaio 2005.

Percorso apparente della cometa periodo 15 gennaio - 30 gennaio 2005. Immagine fornita da SkyMap Pro 6.0
Percorso apparente della cometa periodo 15 gennaio – 30 gennaio 2005. Immagine fornita da SkyMap Pro 6.0

 

Dati forniti da HeavensAbove. com

 

Geocentric Data
Right Ascension (J2000): 4h 10m 27.9s
Declination (J2000): -5° 57′ 32″
Constellation: Eridanus
Magnitude: 4.6
Distance from Earth: 0.3925 AU
Light time: 196 seconds

 

Heliocentric Data
Distance from Sun: 1.3038 AU
Perihelion: 1.2051 AU
(24-Jan-2005)
Aphelion: 4,838.51 AU
Period: 119,039.8 years
Eccentricity: 0.999502
Inclination to ecliptic: 38.589°
Longitude of ascending node: 93.627°
Argument of perihelion: 19.502°

638.589°

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La piccola sonda europea Huygens si lancia su Titano

Saturno

Alla vigilia di Natale 2004 arriva la notizia che sta facendo parlare tutti, addetti ai lavori e non. La navicella europea, che ha importanti attrezzature italiane, staccandosi dalla sonda madre, l’orbiter della NASA Cassini, con cui ha viaggiato per 7 lungi anni, in lungo e in largo per il Sistema Solare, potrà dirigersi per poi alla fine perdersi, verso la superficie del più grande dei satelliti naturali del Signore degli Anelli, il gigante gassoso Saturno.

L’operazione è delicata, in quanto l’orbiter dovrà ricevere quei dati aspettati e tanto sognati dai ricercatori europei e non solo loro, provenienti dall’atmosfera di metano della Luna e poi rimandarli verso la Terra. Le apparecchiature di Huygens tuttavia rimarranno in stand-by fino all’entrata effettiva della sonda nell’atmosfera di Titano, momento che arriverà verso la metà di gennaio.

Qui di seguito troverete bellissime immagini del complesso sistema di anelli di Saturno. Continua a leggere La piccola sonda europea Huygens si lancia su Titano

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Astrologia versus Astronomia

Astrologia versus Astronomia

L’astrologia è nata nell’antichità, intesa come osservazione del cielo e dei corpi del Sistema Solare, per trarre auspici e previsioni su passato, presente e futuro., ma oggi gode ancora di straordinaria popolarità, grazie sicuramente a motivi di ordine psicologico e irrazionale.

Da un punto di vista storico, astronomia e astrologia sono nate insieme. La precisa determinazione del momento della levata e del tramonto sia del Sole che delle principali stelle era molto importante per l’agricoltura e per la religione; inoltre il verificarsi di eventi non prevedibili, quali eclissi, stelle novae o comete erano sinonimo di sventure. In passato, anche gli illustri Brahe e Keplero hanno praticato l’astrologia. E’ dal 1666, epoca in cui regnava in Francia Luigi XIV, che agli astronomi fu proibito di praticare le arti dell’astrologia.

Oggigiorno, astronomia e astrologia hanno assunto significati completamente diversi, hanno preso strade ben separate, e spesso la diatriba tra gli uni e gli altri assume toni polemici. Il presupposto del nostro discorso è che l’astrologia non ha alcun fondamento scientifico, cioè nessuna validità concettuale. Perché mai un astro, posto a centinaia di anni luce da noi, dovrebbe influire sulla vita delle persone sulla Terra? Noi conosciamo le forze fondamentali della materia che regolano la nostra vita e la più evidente è la forza di gravità che Sole e Luna esercitano sulla Terra, oltre che tra loro.

La nascita dell’astrologia si deve all’antica civiltà mesopotamica, che abitava nella regione sud del moderno Iraq. Gli astronomi del regno di Babilonia, considerato la patria dell’astrologia, introdussero le dodici costellazioni zodiacali, nelle quali il Sole e gli altri pianeti si muovono sull’eclittica. Tali costellazioni avevano tuttavia dimensioni differenti che mal si accordavano con la durata dell’anno, 12 mesi, corrispondente all’anno babilonese. Così furono introdotti i segni zodiacali, cioè dodici regioni di eguale dimensione angolare che prendevano nome dalle costellazioni più vicine. Nel IV sec a.C., nell’antica Grecia, l’equinozio di Primavera cadeva il 21 marzo e il Sole si trovava nella costellazione dell’Ariete, che fu considerata la prima dello zodiaco. Con il passare dei secoli, a causa della precessione degli equinozi la situazione è lentamente cambiata, tanto che oggi il punto dell’equinozio di primavera si trova nella costellazione dei Pesci. Vale a dire che oggi il Sole ha circa una costellazione (e quindi un mese) di ritardo rispetto alle date tradizionali degli oroscopi. Per superare questa contraddizione gli astrologi distinguono allora tra “segni zodiacali” e “costellazioni zodiacali”. La domanda è: perché considerare come “vera” e come punto di partenza la situazione astronomica di 2400 anni fa e non quella, per esempio, di 4800 anni fa, quando l’equinozio di primavera cadeva nella costellazione del Toro? A ciò non saprebbe rispondere neanche il più furbo tra i ciarlatani che inondano trasmissioni televisive, giornali e riviste.

A voi tutti ricordo soltanto un fatto: nell’anno in cui è entrato in vigore l’Euro, sono riusciti a fare l’oroscopo anche alla moneta unica (come se fosse un essere vivente) ed il fatto è stato anche messo ben in evidenza (badare bene: non come “evento strano” ma come fatto di cronaca) in un servizio del TG1.. qualcuno lo ricorda? Memorabile la mia reazione incredula a ciò che andava in onda in una TV di stato. A proposito, siete per caso a conoscenza di un astrologo che abbia predetto che l’Euro ci avrebbe ripulito in breve tempo le tasche? Un premio a lui, se esiste, e a chi lo trova.

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Osservazione Cometa 2001 Q4 NEAT

Osservazione Cometa 2001 Q4 NEAT

Collepardo (FR), 17/05/2004

Già nei giorni scorsi ho potuto ammirare questa cometa visibile a occhio nudo (anche se non appariscente come si prevedeva) ma in condizioni di cielo mai buone.

Questa sera il cielo si presenta eccezionalmente trasparente per cui percorro i 38 Km che mi separano dalla postazione  nella certezza del risultato.

Ma appena arrivato si presenta un grave imprevisto: vento forte che rende di fatto impossibile l’osservazione e la fotografia. Non intendo arrendermi proprio ora così trovo un angolo ben riparato dal vento ma con poco cielo libero dal quale la cometa si vede solo perché ormai è abbastanza alta sull’orizzonte poco lontano da M44.

Prendo il mio Celestar 8 in braccio per percorrere decine di metri e scalini tra le raffiche di vento!

Rapidamente lo staziono per poter fotografare in parallelo: poiché il nord è coperto dalla casa utilizzo il sud di cui conosco comunque la posizione esatta.

Per fotografare monto sul piggyback la Yashica FX3 Super2000 col suo obiettivo da 50mm f1,9 chiuso a f2,8 per ridurre la vignettatura.

Mi accorgo che la cometa non è inquadrabile al meglio così sposto il telescopio di un metro e mezzo.

Finalmente eseguo la posa di 4 minuti (22:17:10-22:21:10 Ora Estiva) inseguendo il falso nucleo sfocato con oculare  P 7,5 mm (quasi senza correggere). Eseguo una seconda foto da 2 m 01s (22:23:15-22:25:16 Ora Estiva). La pellicola è una Kodak Ultra 400

Osservo la cometa con l’ingrandimento più basso (81X tramite l’SMA 25). C’è una tenue coda di polveri aperta a ventaglio (90°) composta essenzialmente di due parti sottili che puntano una a SSW e l’altra (più netta) a WNW.

La coda di gas, come accade di solito con strumenti a lunga focale, è pressoché invisibile; invece al cercatore 6*30 appare lunga 2° e punta in direzione di Giove. A occhio nudo è appena visibile con visione distolta e lunga appena 1°.

In fotografia, specie quella da 4 minuti, invece la coda di ioni raggiunge i 10° di lunghezza!

Al telescopio la chioma è allungata in direzione della coda di ioni (5*7) mentre il falso nucleo appare meno puntiforme dei giorni scorsi.
Prima di togliere il telescopio faccio una foto al Leone e Giove con la stessa tecnica delle precedenti ma con posa di 6m (23:00:00-23:06:00 ora estiva).

 Cometa C/2001 Q4 NEAT

Cometa C/2001 Q4 NEAT

Giove nella costellazione del Leone

Giove nella costellazione del Leone
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La specola del Liceo Ginnasio “N. Turriziani”

La specola del Liceo Ginnasio “N. Turriziani”

Oggi 5giugno 2004 è stata inaugurata la specola del Liceo Ginnasio “N. Turriziani” a Frosinone. Presenti all’evento il Sindaco della Città di Frosinone l’Avv. Domenico Marzi e gli ideatori del progetto. Infatti presiedevano anche il Preside della scuola Prof. Bernardo Donfrancesco, la Prof.ssa Anna Maria Murchio e il direttore dell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino l’Avv. Mario Di Sora. L’Osservatorio Astronomico di Campo Catino ha donato alla scuola un telescopio riflettore da 25 cm (a tutti gli effetti uno strumento professionale), che in ogni momento potrà essere usato dagli studenti del Liceo oltre che essere messo a disposizione degli studenti facenti parte degli istituti limitrofi alla città di Frosinone e della cittadinanza, in previsione dell’organizzazione di future serate a tema scientifico aperte al pubblico. L’Osservatorio ha anche provveduto alla costruzione di una struttura permanente a protezione dello stesso.

L’idea di dotare la scuola ciociara di un telescopio importante, nacque la sera del 07/01/2003, durante la quale fu organizzata una lezione dal vivo di astronomia e geografia astronomica, per gli studenti della IIID a.s. 2002/2003, a cui hanno partecipato tra gli altri la Prof.ssa Anna Maria Murchio e la Prof.ssa Lucia Schietroma del corpo docente, oltre che Mario Di Sora, Ugo Tagliaferri e il sottoscritto per conto dell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino. Fu ben presto chiaro a tutti la bontà  del cielo e la potenzialità di tale loco osservativo: nonostante il “Turriziani” si trovi al centro della Città di Frosinone gode di un cielo dall’inquinamento luminoso limitato, e questo grazie solo al rispetto delle severe (ma giuste..) norme sull’inquinamento luminoso che vigono a Frosinone e nella Regione Lazio. Inoltre il Liceo si trova su uno dei colli più alti su cui si erge la parte alta e il Centro Storico della Città.

Dalla sinistra il Sindaco D. Marzi, il Preside B. Donfrancesco, l'Avv. M. Di Sora e la Prof.ssa A.M. Murchio

Dalla sinistra il Sindaco D. Marzi, il Preside B. Donfrancesco, l’Avv. M. Di Sora e la Prof.ssa A.M. Murchio

 

Una visione dell'Aula Magna, con una rappresentanza degli studenti del Liceo Ginnasio N. Turriziani

Una visione dell’Aula Magna, con una rappresentanza degli studenti del Liceo Ginnasio “N. Turriziani”

 

Dalla sinistra Ugo Tagliaferri, il Preside B. Donfrancesco, Mario Esposito, la Prof.ssa A.M. Murchio e l'Avv. M. Di Sora

Dalla sinistra Ugo Tagliaferri, il Preside B. Donfrancesco, Mario Esposito, la Prof.ssa A.M. Murchio e l’Avv. M. Di Sora

 

 M. Di Sora, il piccolo Leonardo e il Preside B. Donfrancesco con il telescopio da 25 cm

M. Di Sora, il piccolo Leonardo e il Preside B. Donfrancesco con il telescopio da 25 cm