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Cassini ai confini della vita

Saturno

La sonda Cassini, missione congiunta tra NASAESA (con un ruolo importantissimo dell’ASI) il primo luglio entrerà in orbita del Signore degli Anelli, dopo un viaggio durato quasi 7 anni.

Una caratteristica che abbiamo già riscontrato è la qualità superba delle foto pervenuteci a Terra durante le ultime settimane, quando Cassini era in posizione adatta per riprendere Saturno con tutti i suoi imperiosi quanto sottilissimi anelli di polvere. Gli esperti sono molto entusiasti perché credono che le fotografie che ci arriveranno entro i prossimi quattro anni ci lasceranno a bocca aperta. Continua a leggere Cassini ai confini della vita

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La colonizzazione umana di Marte

Marte ripreso da HubbleLa colonizzazione umana di Marte

Dopo le recentissime scoperte della sonda europea Mars Express che hanno evidenziato la presenza di acqua allo stato solido nella calotta polare sud del pianeta rosso, l’attenzione verso questo pianeta è aumentata ancora di più. Tale abbondanza di ghiaccio nell’emisfero sud fa pensare ad un ruolo dinamico del ghiaccio che fra i 50 mila e i 500 mila anni fa ricopriva la totalità della superficie marziana. Interessante poi la contrapposizione con la morfologia dell’emisfero nord, che presenta una pianura inospitale e spoglia.
Il motto degli studiosi e degli esperti è senza dubbio: “Dove c’è acqua c’è vita”. E ciò fa ben sperare tutti noi.
Nel 1965 la sonda Mariner 4 inviò sulla Terra le prime foto di Marte, scattate durante un passaggio ravvicinato che presentavano un pianeta molto simile alla Terra, anche se molto più freddo e con la presenza di molti crateri, simili a quelli lunari. Inoltre l’atmosfera si presentava molto rarefatta e composta principalmente da anidride carbonica. In tali condizioni la vita non aveva alcuna possibilità di esistere. Continua a leggere La colonizzazione umana di Marte

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La scienza greca delle origini

La scienza greca delle origini vive all’interno della riflessione filosofica e, per molti aspetti, ne condiziona gli sviluppi. Il filosofo del VI sec. a.C. indaga la natura e i suoi fenomeni e cerca di ricondurli a principi generali (il caldo, il freddo, l’aria, l’acqua, il fuoco, ecc.). L’interscambio però tra scienze naturali e speculazione filosofica prescinde però dal presupposto fondamentale della scienza moderna da Galileo in poi: la verifica sperimentale.
In greco non esiste un esatto corrispondente delle parole “scienza” e “scienziato”. Anzi si può dire che la terminologia è piuttosto incerta, a conferma dell’assenza di steccati tra i vari settori del sapere. All’interno della speculazione filosofica rimase a lungo anche l’astronomia, tanto che l’immagine popolare del filosofo Talete lo mostra intento nell’osservazione degli astri al punto da cadere in un pozzo. Ancora nel 423 a.C., nella commedia “Le nuvole”, Aristofane mette alla berlina Socrate (e con lui tutti i sofisti) rappresentandolo su un trespolo, tutto preso dall’osservazione dei fenomeni celesti e dedito al culto delle nuvole. Continua a leggere La scienza greca delle origini

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Relazione Convegno di Venezia 3 maggio 2002

Primi risultati nell’applicazione dei regolamenti

Mario Di Sora, Presidente italiano dell’International Dark-Sky Association
Direttore Osservatorio Astronomico di Campo Catino

Il presente intervento è stato ideato e preparato per dimostrare e far conoscere quali sono i risultati raggiunti nella provincia di Frosinone nella lotta all’inquinamento luminoso e per il contenimento dei consumi energetici da uso di illuminazione esterna.

Credo che in questo comprensorio territoriale ci sia la più alta concentrazione di comuni che, in Italia, si sono dotati di strumenti regolamentari volti alla soluzione dei suindicati problemi. Dire che la lotta all’inquinamento luminoso, in senso sia teorico che pratico, sia nata a Frosinone non è lontano dal vero. Ma non è di questo primato che dobbiamo interessarci quanto invece dei risultati positivi che l’applicazione dei criteri previsti dai Regolamenti comunali ha incominciato a dare. I primi provvedimenti (Giuliano di Roma, Ferentino e Frosinone) sono stati approvati nel 1996 grazie alla sensibilità di alcuni amministratori che avevano a cuore questo problema e anche grande stima nell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino che mi onoro di dirigere. Continua a leggere Relazione Convegno di Venezia 3 maggio 2002

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La luna si fa rossa

La Luna si fa rossa

La prima eclisse di Luna del terzo millennio

Teniamoci pronti ad osservare, nella serata del 9 gennaio 2001, un’eclisse totale di Luna! Sarà un evento altamente spettacolare, che fin dall’antichità ha destato emozioni e talvolta paure infondate. Infatti la Luna si colorerà di un rosso sangue decisamente insolito.Il fenomeno sarà interamente visibile dall’Italia, nell’orario più comodo del decennio, avendo inizio alle ore 20:50 locali, proprio mentre le famiglie italiane staranno cenando e durerà ben 62 minuti, giacché la Luna sarà completamente immersa nell’ombra terrestre proiettata dal Sole. In realtà, osservando la Luna già a partire dalle ore 19:42, potremmo notare l’ombra della Terra avanzare sulla superficie lunare e dipingerla gradualmente di un colore che può andare dal rosso mattone al rosso ramato, fino al giallo chiaro. Per osservare l’eclisse basterà guardare ad occhio nudo fuori dalla finestra, a patto che sia rivolta verso est; si potrà ammirare meglio lo spettacolo, utilizzando un semplice binocolo o cannocchiale terrestre, che dia almeno 5 o 10 ingrandimenti.

Mario Esposito
Articolo inviato a Il Messaggero 05/01/2001

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Cometa Linear S4 dall’Osservatorio Astronomico di Campo Catino

Cometa Linear S4 dall’Osservatorio Astronomico di Campo Catino

Loc. Colle Pannunzio, Guarcino (FR), 21/07/2000

Stasera è previsto il massimo di luminosità per la cometa Linear S4, e prevedo che come sempre soprattutto quando ci sono eventi astronomici particolari, l’osservatorio di Campo Catino sarà pieno di curiosi ed appassionati. Andiamo a dare una mano.
Arrivo alle ore 20:15 TMEC, è presente solo un gruppo di gente che assiste ad una lezione teorica all’interno della cupola dell’osservatorio che ospita il grande riflettore da 80 cm. Nel piazzale antistante l’osservatorio sono stati piazzati strumenti come il Dobson da 30 cm motorizzato, un riflettore da 20 cm ed infine un binocolo 20X80.
Nel binocolo che possiede un largo campo e un piccolo ingrandimento, la cometa appare come un astro chiomato di piccole dimensioni che ha una luce diffusa e nebulare e si trova vicino una stella.
In una campo, prossimo al suddetto piazzale ci sono altri strumenti: ben due C8 (SC da 20 cm), un riflettore da 8″, un binocolo 20X80. C’è chi punta la cometa prossima a nascondersi dietro la montagna, chi inquadra vaste regioni della Via Lattea, chi risolve qualche stella doppia come la bellissima Albireo nel Cigno o Mizar dell’Orsa Maggiore. Io ho il compito di illustrare alla gente le principali costellazioni del cielo estivo e faccio notare come sulla Via Lattea si staglino vaste zone scure di polveri, che sotto questo cielo bellissimo e terso sono ben riconoscibili.
Osservando la cometa a 161X nel C8 di Ugo Tagliaferri, finalmente posso dire che questa cometa è molto carina; essa presenta una grande chioma che sovrasta, per dimensioni e luminosità, la coda, all’inizio del mese ben più estesa ed appariscente, nonostante la cometa fosse più lontana dal perielio oltre che dalla Terra.
Il cielo di Campo Catino stasera è splendido. La magnitudine limite allo zenit ha superato tranquillamente la +6.0. La Via Lattea solca grandiosamente le nostre teste, mentre si possono apprezzare ad occhio nudo M16, M17 oltre M24,  M8 e anche M7 con il vicino M6. Nell’Ercole riesco ad osservare ad occhio nudo anche il grandioso M13, l’ammasso globulare della nostra galassia più grande e luminoso, visibile dal nostro emisfero boreale.

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Attenti alla cometa

Articolo inviato a Il Messaggero 18 luglio 2000

 

Attenti alla cometa

A pochi anni dallo spettacolo offertoci dalla Hyakutake e dalla Hale-Bopp (1996 e 1997), si preannuncia all’orizzonte l’arrivo di un altro affascinante astro chiomato: la cometa Linear S4. Questa cometa dovrebbe apparire sopra i nostri cieli e rendersi visibile ad occhio nudo per una decina di giorni, a cavallo del 23 luglio, giorno in cui la cometa raggiungerà il massimo avvicinamento alla Terra, cioè il perigeo (circa 56.000.000 di km). Il condizionale è d’obbligo quando si parla di questi oggetti astronomici, i più imprevedibili e “dispettosi” della Volta Celeste. In realtà la Linear è ormai visibile già da qualche settimana, ma soltanto nell’oculare di coloro che possiedono un telescopio. Per chi avesse avuto la possibilità, per esempio, di osservarla lo scorso 8 luglio in un piccolo telescopio, avrebbe visto una parte centrale lattiginosa e luminosa (la chioma ed il falso nucleo) ed una piccola coda, a forma triangolare, con luce diffusa che degrada. Nel momento del massimo, osservata visualmente, essa presenterà sempre la chioma accompagnata dalla coda, ma il tutto sarà molto più grande ed evidente. L’osservatore dovrà rivolgersi a NW, a destra o al di sotto (a seconda del giorno, prima o dopo il max previsto) dell’Orsa Maggiore o Grande Carro (chi è che non l’ha mai visto?!?) nelle prime ore della notte, verso le ore 22:00 ora legale, ed aspettarsi una “nuvoletta” lunga al massimo una decina di gradi, cioè come la distanza che intercorre fra le stelle principali del Grande Carro che formano il carro stesso. Per gli appassionati di fotografia e non, si consiglia di scattare qualche foto che riprenda la cometa con qualche elemento suggestivo del paesaggio (alberi, montagne o antichi edifici), per rendere più suggestivo l’evento. La strumentazione è delle più semplici e consiste in una fotocamera, possibilmente di tipo reflex, sia per l’estrema versatilità, sia per la possibilità di cambiare gli obiettivi; vanno bene anche le compatte, ma in entrambi i casi è assolutamente necessario che essa sia dotata di posa B, che permette di lasciare l’otturatore aperto per tempi molto lunghi. Sono richiesti anche uno scatto flessibile ed un treppiede fotografico, per evitare anche le più piccole vibrazioni. Per quanto riguarda la pellicola da usare se ne consiglia una da almeno 400 ISO. Infine le informazioni più importanti: tempi di posa ed obiettivi fotografici, che sono direttamente collegati. Nel periodo 19-22 luglio, i tempi di posa con un ob. di 28mm (aperto a f/2 circa) variano fra i 46 e i 36 secondi, con un ob. 50mm fra i 26 e i 20 sec.; nel periodo 23-26 luglio, i tempi di posa con un 28mm variano fra i 32 e i 24 sec. , con un 50mm fra i 18 e i 14 sec.; infine nel periodo 27-31 luglio, i tempi di posa con un 28mm variano fra i 23 e i 20 sec., con un 50mm fra i 13 e gli 11 sec. Da considerare inoltre che nel periodo 1-5 agosto una sottile falce di Luna passerà presso la cometa, ragione di più per fotografare l’evento; i tempi di posa sono di 20 sec. con un 28mm e di 11 sec. con un 50mm. Molto importante è osservare e/o fotografare sotto cieli bui, lontano dai lampioni stradali, magari in campagna, montagna o al mare.

Mario Esposito

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Massimo attività solare – 13 luglio 2000

Massimo attività solare – 13 luglio 2000

Frosinone (FR) 13/07/2000

Ore 10:25 TMEC inizio ad osservare il Sole, usando l’attrezzatura che mi ero procurato lo scorso 11/08/1999 in occasione dell’eclissi parziale di sole. Indossando quindi gli occhialini di Nuovo Orione in aggiunta ai miei occhiali da sole (quando si osserva il Sole la prudenza non è mai troppa!) ho osservato la nostra stella alta il cielo, ho subito notato una grande macchia nera, molto vistosa e scura che si impone sulla superficie solare. Ho intenzione di scattare anche delle foto tramite il mio telescopio rifrattore da 12 cm di diametro, provvisto di riduttore a 5.5 cm in aggiunta ad un filtro solare autocostruito posto davanti l’obiettivo. Con tale configurazione e la mia fotocamera Yashica al fuoco diretto (purtroppo ancora senza anello T2) ho cercato di mettere a fuoco ma ho trovato qualche difficoltà per via del vetro smerigliato ed opaco della mia reflex, fino a quando sono riuscito a risolvere quella grande macchia solare in 4 macchie più piccole ravvicinate. La posizione  per me è piuttosto scomoda, dal momento che il Sole è molto alto in cielo. Decido così di fotografare il Sole oggi pomeriggio quando esso sarà più basso sull’orizzonte.

Ore 15:52 TMEC. La grande macchia solare è ancora presente ma si è spostata verso ovest rispetto alla posizione in cui l’ho osservata stamane. Nel frattempo si è resa visibile anche un’altra macchia, più piccola, sul bordo orientale. Al fuoco diretto del telescopio, noto che il grande gruppo di macchie è formato esattamente da 5 singole componenti.

Ore 15:54 TMEC scatto una foto al fuoco diretto del telescopio, con posa di 1/1000 sec. con non poche difficoltà, non avendo a disposizione il raccordo per il telescopio.

Ore 16:33 fino alle ore 16:38 TMEC, osservo il Sole a 40X al fine di disegnare tutti i particolari notati. Il disegno ottenuto è sotto riportato.

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Osservazione Cometa Linear S4 dell’8 luglio 2000

Frosinone (FR), 08/07/2000

Osservatori: Giovanni Pagliuca e Mario Esposito

Ore 23:00 TMEC iniziamo l’osservazione del cielo. Bassa verso ovest è presente la Luna (primo quarto) che puntiamo per qualche minuto a 40X con l’Antares Callisto, aspettando così che tramonti, anche perché ci sono delle nuvole in cielo molto luminose per via della Luna.
Comincio poi una slide degli oggetti più belli da me osservati nei giorni scorsi: trattasi di M8, M24, M25, M22, M17, M16, M11; ed in più anche qualche stella doppia come gamma Del e 15 Aql.

Ore 23:50 TMEC individuo la mia seconda cometa, dopo la celeberrima Hale-Bopp. Infatti la C/1999 S4 LINEAR si trova nel Perseo, esattamente a metà strada tra alfa ed eta Persei, con una magn. visuale di +5.4. A 40X vedo una parte centrale lattiginosa e più luminosa (la chioma) con una coda, a forma vagamente triangolare. A 100X la visione è migliore, non fosse altro per l’ingrandimento maggiore dell’immagine; in particolare la coda è più luminosa.

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Una notte dal cielo luminoso da La Provincia quotidiano

Una notte dal cielo luminoso

Durante la notte tra il 17 e il 18 novembre 1999, come avevo pre-annunciato, si è verificato un evento grandioso, di rara bellezza, nonostante le previsioni meteorologiche sfavorevoli. Infatti, esattamente tra le 00:00 e le 03:00 del 18/11, dal giardino di casa mia, io ed un mio compagno di classe Giovanni Pagliuca, abbiamo potuto assistere alla caduta di circa mezzo migliaio di meteore (stelle cadenti), perché il cielo è stato miracolosamente sgombro da nuvole. All’inizio è facile: “Eccone una!” la disegno su una cartina prestampata, “Eccone un’altra!” disegno anche questa, poiché ho il compito di annotare graficamente tutte le meteore osservate visualmente, ma, mentre sono con gli occhi bassi, ecco Giovanni esclamare: “Mario, ne ho viste tre consecutive, vicine e bellissime verso Orione!!!”, “Le ho perse!”. Il tasso incomincia ad essere sostenuto, e le operazioni diventano più frenetiche. Sono le 02:00 e non si contano più le esclamazioni di stupore, sorpresa, meraviglia ed emozione, alla vista di meteore luminosissime (davvero tante!): “Oddio, cos’ho visto ora! oddio, eccone subito un altra, ancora più bella!” Le cartine, una dopo l’altra, si riempiono subito di decine di meteore; già una cinquantina in poco tempo. Sono le 02:30 circa: arriva il caos, il panico, si perde il lume della ragione; se prima si potevano tranquillamente segnare tutte (o quasi) le scie osservate, ora è praticamente impossibile: tre ‘bolidi’ favolosi consecutivi, nella stessa zona di cielo! Passano i minuti, siamo confusi, spaesati, emozionati; abbandono le cartine, per affidarmi alla ripresa fotografica, che però, pur usando una 28mm (grandangolo), restringe troppo il campo, quindi ci affidiamo alla dea Fortuna; puntiamo il Cane Maggiore (dove erano appena apparsi i tre bolidi consecutivi suddetti, ma passano delle nuvole), il Leone (ne contiamo tante, ma sono di piccola estensione) ed infine l’Orsa Maggiore o Grande Carro: mancano pochi minuti alle 03:00 e il cielo ci dà il “colpo di grazia”, perché ormai siamo nel culmine: sotto la coda dell’Orsa Maggiore (mentre stiamo fotografando) passano, in un minuto, decine di meteore luminosissime e di colore verde smeraldo: “Mi viene da piangere!”, tanta è l’emozione, e succede il finimondo: lampi blu e bolidi colorati, velocissimi e con scie persistenti per qualche secondo, a tutto spiano; uno, poi, tra le nuvole, nel Leone, alla fine del suo tragitto, scoppia dando luogo ad un flash luminoso.

Mario Esposito, 2°C Liceo Ginnasio “Turriziani” – FR

Articolo pubblicato su La Provincia di SABATO 27 NOVEMBRE 1999 Pag.10