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The fight against light-pollution in Italy Regional laws The example of town of Frosinone

The fight against light-pollution in Italy Regional laws The example of town of Frosinone

Relazione V Simposio Europeo sull’Inquinamento Luminoso, Genk (Belgio) 29-30 aprile 2005

 

Astronomical Observatory of Campo Catino
I.D.A – Italian Section

The fight against light-pollution in Italy Regional laws

The example of town of Frosinone

Mario DI SORA
President of I.D.A. Italian Section
Director of Astronomical Observatory of Campo Catino

Presentation Lauro FORTUNA
Photometric measures Ugo TAGLIAFERRI
Pictures  Mario ESPOSITO

Leggi la presentazione in Powerpoint

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Osservatorio Astronomico CampoCatino

Osservatorio Astronomico di Campo Catino

Lat:41°49’16,4″ Long: 13°19’46,58″ M.P.C. Observatory Code: 468

OACCL’Osservatorio Astronomico di Campocatino è tra i più grandi in Italia gestito da astronomi non professionisti. Esso è stato realizzato a partire dal 1985 con il contributo della Regione Lazio, dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone e del consorzio di Campocatino. Viene gestito dal 1987 dall’Associazione Astronomica Frusinate.

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Inquinamento luminoso

Inquinamento luminoso

In questa pagina cercheremo di descrivere le caratteristiche principali del crescente fenomeno, conosciuto col nome di Inquinamento Luminoso.

Cercheremo di capire perché combatterlo e le modalità per affrontare il problema.

Vi ricordo che da anni, in Italia come negli altri paesi del Mondo, fortunatamente cresce sempre più l’attenzione verso questo fenomeno, a tutela del Cielo Stellato.

In Italia si battono duramente da molti anni due importanti associazioni: CieloBuio e l’International Dark-Sky Association – Italian Section.

Che cos’è – Lo sviluppo tecnologico ed economico nel corso degli anni hanno inflitto all’ambiente vari generi di inquinamento, ai quali si è aggiunto con prepotenza l’inquinamento luminoso, un problema che ultimamente si sta imponendo con sempre maggiore evidenza alla sensibilità  di progettisti, amministratori locali e dell’opinione pubblica, grazie soprattutto al ruolo determinante di alcune associazioni di astrofili sia italiane che internazionali, che si dedicano alla salvaguardia del cielo notturno. Tra i più impegnati ricordiamo l’avv. Mario Di Sora il quale, già all’inizio degli anni ’90, aveva sollevato il problema in sede di Società Astronomica Italiana.

La luce è per molti sinonimo di sicurezza. Diverse persone credono inoltre che inondare di luce le strade e le abitazioni sia il modo più efficace per evitare atti criminali… Il risultato finale è che invece di illuminare meglio il suolo, si disperde inutilmente la luce verso l’alto. Tale spreco è chiamato inquinamento luminoso ed è quello che in tutto il mondo viene combattuto dagli astronomi e dagli astrofili, che rivolgendo lo sguardo verso il cielo, per primi si sono accorti del cambiamento che ha subito il cielo sulle nostre cittèà. Il vero dramma è che le nuove generazioni spesso non hanno mai potuto godere della vista della Via Lattea, che solca le nostre teste in piena estate, semplicemente perché luci indiscriminate di città e industrie illuminano, sia direttamente che per diffusione o rinvii, selvaggiamente la volta celeste.

L’inquinamento luminoso ha molteplici effetti negativi sull’uomo e sul mondo che lo circonda, di tipo:

a) Ecologico – Alterazioni nella vita della fauna selvatica, soprattutto in riferimento alle molte specie legate a movimenti migratori, che stanno riportando danni gravissimi, mancando talvolta la possibilità  di percepire punti di riferimento di notte. L’illuminazione notturna ha sicuramente un effetto negativo anche sulla flora che vede modificato il naturale ciclo “notte – giorno”.

In presenza di luce infatti la pianta continua a svolgere la fotosintesi, senza rispettare la naturale alternanza tra giorno e notte. Esperimenti in tal senso hanno dimostrato che l’inquinamento luminoso provoca uno stress alle foglie più direttamente esposte alla luce, perché viene alterato il normale processo fotosintetico.

b) Psicologico – Nell’uomo si hanno ripercussioni di tipo metabolico e psichico: la troppa luce o la sua diffusione in ore notturne, destinate di norma al riposo, può provocare “disturbi della personalità” o insonnia.

c) Consumi energetici e costi relativi – La luce emessa verso il cielo è una quantità non indifferente di energia dispersa, che incide significativamente sulle risorse economiche delle amministrazioni oltre che sulle risorse energetiche disponibili. Una razionalizzazione degli impianti di illuminazione, una ottimale scelta del tipo di lampade (ad alta efficienza e a basso consumo), la schermatura delle lampade, l’illuminazione a raso, portano indubbiamente ad un notevole risparmio energetico (pari in alcune città  al 30-40% dell’attuale consumo) e al miglioramento progressivo della qualità  del cielo.

d) Culturale – In passato il rapporto tra gli uomini e le stelle era continuo, accompagnava la vita, durante le stagioni, regolando i tempi per l’agricoltura, e arricchiva lo spirito, mettendo l’essere umano in diretto contatto con l’infinito. Nel 1992 l’UNESCO ha dichiarato il cielo notturno Patrimonio dell’Umanità. Di fatto l’inquinamento luminoso e chi lo aggrava ogni giorno, nega a tutti noi il diritto di godere del cielo e compie un reato gravissimo.

e) Scientifico – L’inquinamento luminoso senza dubbio danneggia il lavoro di molti istituti scientifici, come osservatori astronomici e astrofisici. All’inizio, il problema nacque proprio a salvaguardia del cielo sopra gli osservatori (ricordiamo a tal proposito la Legge spagnola n.31 del 31 ottobre 1988 riguardante “La protezione della qualità  astronomica degli osservatori dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie”. Essendo gli astrofili presenti su vasta scala, su tutto il territorio, naturalmente il danno è anche a carico loro, anzi in proporzione èmaggiore. Non è difficile che attualmente gli astrofili per osservare il cielo, debbano spesso intraprendere lunghi viaggi, al fine di trovare zone dal cielo inalterato, con il relativo aumento dei costi e dello stress.

f) Artistico – Passeggiando nei centri storici delle città o nelle loro zone artistiche si può notare che l’inondazione di luce verso i monumenti spesso ne danneggia l’immagine e ne “oscura” la bellezza.

L’illuminazione delle zone artistiche e dei centri storici dovrebbe mirare ad integrarsi con l’ambiente circostante in modo che le sorgenti illuminanti diffondano i raggi luminosi in maniera soffusa, magari dall’alto verso il basso.

Come combatterlo e conclusioni – E’ indubbio che tutti, direttamente o indirettamente, siamo interessati alla sopravvivenza dell’astronomia, alcuni per motivi scientifici o amatoriali, altri anche per motivi economici. Pensiamo solo che l’illuminazione pubblica è pagata da noi contribuenti e che con i soldi risparmiati si potrebbe illuminare meglio la strada, migliorando così anche i trasporti su gomma, ed evitando spesso degli incidenti “inutili” oppure si potrebbero avviare diverse iniziative di informazione sul comportamento in strada o ancora finanziare l’abbellimento urbano ecc. (le mie sono solo idee, io non sono un politico….

Purtroppo, nonostante lo sforzo di molti di noi astrofili, sembra che il tasso di crescita dell’inquinamento luminoso cresca continuamente, allora solo con uno sforzo comune (e il forte aiuto dei mass-media) si può riuscire a tamponare la falla apertasi nel nostro amato cielo. Nonostante le leggi esistenti e già applicate (nella regione Lazio comincia ormai ad essere pienamente operativa e già  vediamo che nella città di Roma tutti i nuovi impianti sono rigorosamente cut-off!!) ci sono comunque molti trasgressori (non è raro ahimé incontrare fasci rotanti verso il cielo provenienti da un party o da una discoteca) e tra questi ci sono anche i Comuni, che pure sono a conoscenza del problema. Vedere a tal proposito la Galleria sull’inquinamento luminoso.

Altro aspetto importante: mentre l’inquinamento luminoso su vasta scala cresce, il numero degli amanti del cielo cala. E non può che essere altrimenti. Non tutti coloro che posseggono un telescopio sono disponibili a spostarsi verso una zona meno inquinata di quella in cui vivono. Alla fine dopo aver investito in un telescopio questo viene venduto (o svenduto…), o peggio viene relegato in cantina. E i commercianti? Possibile che da loro non si sollevi una protesta? Essi dovrebbero essere in prima linea nella lotta a questa forma di inquinamento, perché è lampante che il danno economico, se il mondo degli astrofili decade, sarà soprattutto il loro. A meno che si accontentino di vendere piccoli binocoli per osservare la natura…di giorno.

Infine vorrei precisare che nessun astrofilo sta tramando contro la Luce e contro tutte le fonti luminose in genere. Infatti nessuno può negare che la luce elettrica sia stata una delle innovazioni più importanti dell’ultimo secolo, un grande traguardo per l’umanità. Noi vorremmo solo un pò di buon senso, anzi di razionalità nel gestire la luce. Che è ben altra cosa.

E’ ormai inderogabile una legge approvata dal Parlamento, che disciplini l’emissione luminosa, e sia un punto di riferimento per operare localmente sul territorio.

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Relazione Convegno di Venezia 3 maggio 2002

Primi risultati nell’applicazione dei regolamenti

Mario Di Sora, Presidente italiano dell’International Dark-Sky Association
Direttore Osservatorio Astronomico di Campo Catino

Il presente intervento è stato ideato e preparato per dimostrare e far conoscere quali sono i risultati raggiunti nella provincia di Frosinone nella lotta all’inquinamento luminoso e per il contenimento dei consumi energetici da uso di illuminazione esterna.

Credo che in questo comprensorio territoriale ci sia la più alta concentrazione di comuni che, in Italia, si sono dotati di strumenti regolamentari volti alla soluzione dei suindicati problemi. Dire che la lotta all’inquinamento luminoso, in senso sia teorico che pratico, sia nata a Frosinone non è lontano dal vero. Ma non è di questo primato che dobbiamo interessarci quanto invece dei risultati positivi che l’applicazione dei criteri previsti dai Regolamenti comunali ha incominciato a dare. I primi provvedimenti (Giuliano di Roma, Ferentino e Frosinone) sono stati approvati nel 1996 grazie alla sensibilità di alcuni amministratori che avevano a cuore questo problema e anche grande stima nell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino che mi onoro di dirigere. Continua a leggere Relazione Convegno di Venezia 3 maggio 2002