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Aosta: Orione come modello?

Aosta: Orione come modello?

Aosta: Orione come modelloLa grande stele antropomorfa n. 30, rinvenuta nell’area megalitica di Aosta, rappresenta la Costellazione di Orione: infatti, il contorno del personaggio raffigurato e la posizione dei suoi principali attributi coincidono in maniera quasi perfetta con le principali stelle di quel gruppo. In particolare, il profilo a T è segnato da Betelgeuse e da Bellatrix, la cintura di Orione (formata da Alnitak, Alnilam e Mintaka) si viene a trovare sulla corda dell’arco, mentre altre stelle meno luminose contornano l’arco. La spada di Orione è in perfetta coincidenza con le dita del personaggio e Rigel si trova in corrispondenza del pugnale a sinistra. Inoltre, un gran numero di altre stelle brillanti viene a coincidere con punti salienti della stele, quali le braccia, i gomiti e la borsa semicircolare. Bisogna a questo punto ricordare, a conferma della nostra interpretazione, che un precedente studio astronomico, effettuato nell’area megalitica, aveva mostrato come la stele in questione fosse stata eretta in modo da risultare rivolta verso il punto in cui sorgeva Orione, e in particolare verso la brillante Betelgeuse.La stele, rinvenuta frammentaria e successivamente in gran parte ricostruita dagli archeologi, non è completa. Tuttavia le stelle della costellazione di Orione (e in parte di altre costellazioni vicine, come la Lepre ed Eridano) mostrano una simmetria che consente di avanzare delle fondate ipotesi sulla struttura della parte di stele mancante. Bisogna ancora ricordare che nel sito megalitico di Petit-Chasseur, a Sion, in Svizzera, è stata ritrovata una stele analoga. La stele di Sion ha minori dimensioni e presenta attributi parzialmente diversi. Eppure le proporzioni sono esattamente le stesse e le stelle della costellazione di Orione vi si adattano perfettamente. Ci si domanda allora: come hanno potuto popolazioni dell’Eneolitico scolpire due stele con misure diverse, attributi simili ma non identici, mantenendo però le stesse proporzioni? L’unica spiegazione plausibile è che il disegno sia stato tracciato seguendo come modello un profilo ben visibile e ben identificabile dai due versanti delle Alpi: la costellazione di Orione. Come ulteriore conferma, bisogna sottolineare che la stele risale al 2750-2400 a.C. Nello stesso periodo, la costellazione di Orione era identificata presso i Sumeri con Gilgamesh, mentre presso gli Egiziani era identificata con Osiride.